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La Raffineria
Un paese in Lomellina: la storia, le tradizioni, il lavoro, la gente...

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ÅL NÒS DIÅLÅT - RISORSE PER CONOSCERLO /  NON DIMENTICARLO!


I påràbul dål Signùr in diålåt lümlén

  Le parabole di Gesù in dialetto lomellino


 

 





Introduzione

Le parabole

Criteri di trascrizione

Indice delle parabole


La trascrizione delle parabole in dialetto sannazzarese.

È noto come l’attività del tradurre, cioè “trasportare” da una lingua all’altra fatti, dialoghi, sensazioni e idee espressi in parole, sia una delle attività intellettuali più complesse cui l’uomo possa attendere. Fraintendimenti ed errori veri e propri sono sempre in agguato, tanto che, come si dice, “tradurre è sempre un po’ tradire”. La cosa vale ovviamente anche nel passaggio da lingua nazionale a dialetto, il quale peraltro cos’è se non una lingua a tutti gli effetti, con proprie strutture sintattiche, un proprio lessico, una propria peculiare espressività? Nella fattispecie, la traduzione in dialetto sannazzarese delle parabole di Gesù ha comportato non poche difficoltà. Il testo italiano delle parabole (desunto non dall’edizione “ufficiale” C.E.I. della Bibbia, sotto copyright, ma dalla cosiddetta “Luzzi/Riveduta”1, di pubblico dominio), come del resto quello dei vangeli stessi in cui sono inserite, presenta costrutti e locuzioni particolari, spesso e volentieri piuttosto desueti, comunque lontani dall’Italiano corrente e quindi non sempre facili da trasporre in dialetto. Per non parlare poi di certi vocaboli e riferimenti specifici legati ad eventi, ambienti e situazioni oltremodo lontani nello spazio e nel tempo! Il traduttore ha cercato dunque di percorrere lo stretto e accidentato sentiero posto tra l’esigenza di rimanere comunque fedele alla parola del Signore (almeno come si trova esposta nella “Luzzi/Riveduta”, punteggiatura particolare compresa…)  e quella di riproporre le storie evangeliche secondo l’incedere tipico di una parlata locale (con le sue costruzioni idiomatiche, i suoi “tic” espressivi…), curando, per quanto possibile, di non fare… troppi passi falsi.

 

Poi, si sa, le traduzioni sono come le donne: quelle brutte, sono fedeli. Quelle belle, no.

 

1. Si tratta di una versione riveduta della Bibbia del Diodati del1607, frutto del lavoro di una commissione nominata dalla Società Biblica Britannica e Forestiera. Il lavoro, guidato da Giovanni Luzzi, iniziò nel 1906 e la prima “Riveduta” fu data alle stampe nel 1925. A parte l’italiano piuttosto desueto (e un uso della punteggiatura affatto particolare: vedi ad es. il bizzarro impiego del punto e virgola…), si può dire che la “Luzzi/Riveduta” regga tutto sommato piuttosto bene il confronto con le più recenti versioni “ufficiali” in italiano del testo sacro. 

 

 

 

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