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La Raffineria
Un paese in Lomellina: la storia, le tradizioni, il lavoro, la gente...

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L NS DILT - RISORSE PER CONOSCERLO /  NON DIMENTICARLO!


I prbul dl Signr in dilt lmln

  Le parabole di Ges in dialetto lomellino

A Matilde,

perch i racconti di Ges

possano risuonare in lei

anche con gli accenti

dl ns dilt.

 

 


N. B. : il testo dialettale / italiano di ciascuna parabola preceduto dal titolo in Italiano e da una breve nota introduttiva, sempre in lingua, a richiamare molto sinteticamente il contenuto e/o il senso  della parabola stessa. Generalmente, nella versione dialettale, le parole di Gs sono racchiuse tra , mentre le battute dei vari personaggi sono comprese tra .

La parabola del buon grano e della zizzania
(Matteo 13, 24-30 / 37-42).

Il loglio ubriacante (lolium temulentum), pi conosciuto come zizzania, una pianta spontanea e infestante le messi, con fiori a spiga rossa. Dal nome popolare di questa pianta deriva il noto modo di dire "seminare zizzania" (nel nostro dialetto mt ŝiŝni), cio disseminare volutamente disaccordo tra persone, aizzando le une contro le altre. Da esso deriva anche il detto "Separare il grano dal loglio", ossia separare le parti di buona qualit da quelle scadenti o addirittura dannose tra esse nascoste.

 

L prbul dl bn grn e 'd l ŝiŝni.

 Ascoltala in sannazzarese - (registrazione inedita)

l rgn di cil s p prgunl un m chl smn 'd l bn smns int l s cmp. M intnt che i m i drumvn, gh 1 gn l s nemŝ e l smn di ŝiŝni in mŝ l grn e s n ndai.

Qun che p lrb (l grn) l bt e l fai frt, lr 'gh gn f nc i ŝiŝni. E i srv dl pdrn d ca i n gn digh:

Pdrn, m t v n smn 'd l smns bn int l t cmp? Dind l rv dnc st ŝiŝni chi?.

E l l 'gh d:

L stai un nmŝ fal.

E i srv 'gh n d:

T v m chndm ctl?.

M l 'gh rispst: N, che mgri p, rncnd l ŝiŝni, m rnch vi nc l grn. Lsi crs insm in e lltr fn l mumnt d ti grn: lr, mn gh diŝr i m:

Ct prm i ŝiŝni e lighi s in fsinn pr brŝi; invci l grn mtl int l m grn.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 

Cul chl sumn l smns bn 'l l Fi 'd l m; l cmp 'l l mnd, l smns bn i n i fi dl Rgn; i ŝiŝni i n i fi dl mlgn; l nmŝ ch i smn 'l l diul; l tai dl grn l l fn dl cul tmp chi; i tigrn i n ngil.

Mich s ct s dnc i ŝiŝni e s brŝn cun l fgh, ins cpitr l fn d cul tmp chi. l Fi 'd l m l mndr i s ngil che i ctrn s dl s rgn tti i scndul e tti cui chi cumbnn mm di iniquit, e i ŝbtrn dntr int l furnŝ dl fgh.

Chi gh sr dl pinŝ e dl stridr di dnt.
lr i gist i lŝrn me l su int l rgn d s Pdr.

Chil chl gh i urg, chl snt!.

 

- Il regno de' cieli simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e semin delle zizzanie in mezzo al grano e se ne and. E quando l'erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servitori del padron di casa vennero a dirgli:
Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c' della zizzania? Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l'andiamo a cogliere? Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.


Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dir ai mietitori:
Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.

Colui che semina la buona semenza, il Figliuol dell'uomo; il campo il mondo, la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i figliuoli del maligno; il nemico che le ha seminate, il diavolo; la mietitura la fine dell'et presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano col fuoco, cos avverr alla fine dell'et presente. Il Figliuol dell'uomo mander i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquit, e li getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sar il pianto e lo stridor dei denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, oda.

 



















Note:

1. Nei dialetti lombardi, per formare il tempo passato prossimo si usa(va) il verbo avere anche per i verbi intransitivi. Attualmente, linfluenza della norma vigente in Italiano si ormai imposta sulluso dialettale. Es.: per sono andati, un tempo si sarebbe detto tranquillamente i n ndi; oggi si tende a dire i n ndi. Sbagliando.

 

 



  


Le altre parabole

Introduzione

Le parabole

La trascrizione delle parabole in dialetto sannazzarese

Criteri di trascrizione








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