Collocazione delle litografie di Gabriele Mucchi a Palazzo Pollone
- 16 settembre 2007.
Le litografie - Presentazioni e intervento critico.
Gabriele Mucchi, il neorealismo in risaia.
Gabriele Mucchi, amico e testimone di Sannazzaro.
Gabriele Mucchi, pittore, intellettuale e maestro del '900.
Gabriele Mucchi, il neorealismo in risaia.
Negli
anni Cinquanta del secolo scorso Sannazzaro era un paese come tanti
della pianura irrigua. Fra maggio e giugno era percorsa da schiere di
mondariso, impegnate nelle operazioni agricole, ricordi che pochi concittadini
conservano e che gli altri hanno imparato dalla letteratura neorealista
e dalla cinematografia.
Ma a Sannazzaro è rimasta una testimonianza a grande valenza
artistica, di pregnante valore storico ed umano: schizzi, disegni e
successivamente litografie di Gabriele Mucchi, artista conosciuto in
tutto il mondo, "cronista" dell'evoluzione sociale nel secolo
scorso attraverso il disegno e la tavolozza, riconosciuto interprete
della corrente del Neorealismo italiano post-bellico.
Il legame fra il grande maestro del Neorealismo e la nostra terra fu
singolare e fortissimo: inviato da Milano dall' allora Partito Comunista
Italiano, al pari di Renato Guttuso in Sicilia, per testimoniare attraverso
l'Arte le condizioni durissime delle mondariso.
Dapprima guardato con sospetto; poi, accolto con calore ed affetto,
quasi adottato dalle "sue" mondine, Mucchi ha dedicato parte
della sua opera a questo mondo femminile, doloroso e affascinante.
A distanza di tanti anni, Sannazzaro gli rende omaggio collocando una
splendida serie di sue litografie di cui il nostro Comune è proprietario
nella sala nobile del Consiglio Comunale in Palazzo Pollone, al centro
della residenza municipale, a ricordo del suo passaggio e in memoria
della sua Arte.
(Michele Debattista, sindaco di Sannazzaro de' Burgondi).
Gabriele Mucchi, amico e testimone di Sannazzaro.
Sannazzaro
de' Burgondi è l'unico centro dello Lomellina che sia stato fatto
oggetto dell' attenzione di un pittore di altissimo livello come Gabriele
Mucchi, artista che nelle estati del 1950 e del 1954, sull' onda dello
nuova cultura cosiddetta "neorealista", approdò proprio
nel nostro lembo di Pianura Padana per ritrarre dal vivo ed interpretare
artisticamente il duro lavoro delle mondariso.
A Sannazzaro il ricordo di Gabriele Mucchi in giro per le risaie con
il suo taccuino di disegni e la scatola di matite in mano non si è
mai perduto. Lo ricordano i più anziani e le poche mondariso
del paese ancora in vita che con lui condivisero, seppure in modi diversi,
l'epica epopea dello risaia. Nel 1996 una mostra a lui dedicata, organizzata
dall'Amministrazione Comunale e dalla biblioteca di allora, lo avevo
richiamato in questi luoghi a lui tanto cari accanto alle sue mondine.
Commossi furono l'incontro con Maria
Milanesi, mondinasindacalista dal grande impegno sociale, ed
il momento in cui Mucchi seppe dell'avvenuta scomparsa di Rosetta Franchi,
la "poetessa-mondino" della cui tempra creativa ed umana egli
stesso più volte narrò nei suoi diari colmi di straordinarie
testimonianze... Oltre o quegli sbiaditi ricordi, di Gabriele Mucchi,
artista impegnato nel "cantare" l'evoluzione storico-sociale
del Novecento, è rimasto proprio o Sannazzaro una traccia importante,
rappresentata da una serie di cinque litografie dedicate ai paesaggi,
alle campagne, alle figure appassionate e dolenti di donne chine sulla
rigogliosa risaia... le stesse opere che Mucchi creò dal vivo
in quegli intensi periodi di permanenza nelle risaie e nei cascinali
del tempo.
Ora, per iniziativa del Comune che ne è proprietario, della Biblioteca
Civica "C. Tacconi" e della Pro Loco Sannazzaro, questa significativa
serie di opere viene esposta nello sua collocazione definitiva, nella
sala del Consiglio Comunale, il luogo istituzionale per eccellenza.
Resteranno stabilmente esposte per ricordare momenti di storia vissuta
e come retaggi di quelle radici contadine che la nostra collettività
non ha mai rinnegato.
Si vuole ricordare così un grande Artista ed un amico lontano,
ora scomparso, che ha fissato per sempre, con la sua valente opero,
tanta parte del nostro passato.
(Paolo Calvi, Presidente Pro Loco Sannazzaro. Anna Ghibaudo Viale,
Presidente Biblioteca Civica "C.Tacconi").
Gabriele Mucchi, pittore, intellettuale e maestro del '900.
Con
la collocazione stabile nella SalaConsigliare del Comune di un
gruppo di opere del maestro Gabriele Mucchi (1899 - 2002), il Settembre
Sannazzarese 2007 si ritrova allineato agli eventi di maggiore spicco
dell' estate lombarda di quest' anno. Mostre a Bergamo e Milano, entrambe
dedicate a Gianfranco Ferroni (1927 - 2001) artista di punta della corrente
del "Realismo Magico"; ed una mostra a Milano, Palazzo Reale,
su "Arte Italiana 1968 - 2007. Pittura" dove l'arte realista
risulta, anche qui, in
evidenza come uno dei filoni conduttori che hanno segnato il '900 ed,
anche qui, celebrativa dell'insegnamento di Gabriele Mucchi. Sicchè,
oggi che il '900 lo abbiamo alle spalle, rileviamo che il Realismo non
è stato per nulla intimidito da tutte le correnti astratte, le
concettuali, le materiche, le spaziali... che molti hanno ritenuto limiti
di non più ritorno per la pratica delle arti figurative. Gabriele
Mucchi, grande architetto e designer, non è stato cronologicamente
il primo artista in Italia che nel '900 si sia occupato di arte realista,
si pensi a De Chirico ed a Savinio, ma è stato l'artista, intellettuale,
che ha razionalizzato il pensiero di una realtà non generica,
svincolata dalle leziosità del floreale, e neppure suddita del
trionfalismo di tipo sovietico. Mucchi non arriva presto alla maturazione
di un suo pensiero compiuto. Il suo libro di memorie "Le occasioni
Perdute", autobiografico, ci dice di incontri, di quadri, di viaggi,
di mostre, di cultura, tratteggiando un intellettuale di radicate convinzioni.
Egli è un artista che alimenta intense pulsioni morali ed interessi
sociali, che gira per l'Europa, conosce le lingue, e con la moglie scultrice
e tedesca soggiorna a lungo a Berlino incrociando il mondo espressionista
di Georges Grosz, di Otto Dix, di Heinrich Zille e della grande Kathe
Kollwitz. La concretezza della vita e la realtà dei problemi
dei meno socialmente fortunati, che sono le tematiche sviluppate da
questi artisti, iniziano a plasmare la coscienza, la cultura e l'arte
del pittore Mucchi. Sue opere vengono acquisite da musei ed importanti
pinacoteche pubbliche. E' anche importante per la sua formazione, un
lungo periodo a Milano, in via Rugabella. In quella strada, oggi scomparsa,
abitano stabilmente De Pisis, Marino Marini, Cantatore, Sassu, Birolli
ed un perito industriale che scrive poesie e che si chiama Salvatore
Quasimodo. Presenze di una stagione irripetibile; talenti giovani ed
emergenti; sodalizi, confronti, polemiche ed amicizie. E' antifascista
e matura l'adesione al partito comunista.
Anni
di grandi fermenti, crescite artistiche e morali. Impegnato fra gli
intellettuali europei, vive il problema di un' arte aperta agli altri,
che cerca il linguaggio per comunicare storie vere di uomini veri; occorre
che l'arte colmi quella certa frattura che la divide dalla coscienza
popolare.
Nel 1950, a Milano, Mucchi organizza nella Galleria Bergamini la prima
mostra in Italia di pittura realista. Con lui vi espongono Gasperini,
Pizzinato, Tettamanti, Brizzi, Treccani, Genni, Vespignani, Guttuso
con opere titolate "Bracciante", "Fonderia", "Lavandaia",
"Uomo in pena", "Morte di Maria Morgotti"...
Nel suo libro Mucchi scrive: "Si cominciava così a parlare
in Italia di Realismo e alcuni di quei pittori realisti vennero invitati
a esporre un gruppo di opere alla Biennale di Venezia del 1950, poi
chiamata la Biennale dei Comunisti o la Biennale delle bandiere rosse...".
Quando nel settembre 1996 Gabriele Mucchi venne invitato ad esporre
a Sannazzaro un gruppo di opere sulle mondine, realizzate durante un
lungo periodo di soggiorno nel nostro paese negli anni '50, domandò,
suscitando sorpresa, di incontrare una persona che egli aveva stimato
molti anni avanti: Maria Milanesi.
L'intellettuale,
l'amico di Norberto Bobbio e di Salvatore Quasimodo, che aveva familiarizzato
con Bertold Brecht a Berlino, l'artista con mostre e quadri nei musei
di mezza Europa, lo si vide conversare con la donna, anziana sindacalista,
contadina vigorosa, che aveva vissuto con passione i problemi di giustizia
sofferti dai proletari agricoli nelle risaie lomelline del dopoguerra.
I due anziani commossero nel loro parlarsi fitto, confidenziale ed appassionato,
forse addirittura complice: cose loro di quarant' anni prima, come fosse
stato ieri... Dell'opera pittorica di Gabriele Mucchi non è ancora
stato fatto, che ci risulti, uno studio critico approfondito. Oggi sappiamo
che è stato un compagno
di strada di grandissimi artisti internazionali del '900 ed abbiamo
la consapevolezza che è stato un intellettuale ascoltato dalle
generazioni successive alla sua. Artisti come Gianfranco Ferroni, Giovanni
Cappelli, Giuseppe Motti, Leonardo Cremonini... per citarne alcuni,
ci dicono che l'arte di Gabriele Mucchi è stata ben lontana dalle
mode e che il valore del suo insegnamento è ancora vitale e ricco
di futuro.
La volontà di rendere ufficiale la presenza di cinque sue opere,
onora la nostra comunità.
(Pino Zanchin, artista).
Estratti dal catalogo "Le Mondine di Sannazzaro - Collocazione
delle litografie di Gabriele Mucchi a Palazzo Pollone" (Coordinamento
editoriale: Stefano Calvi; ricerca storica: Letterio Risitano; Fotografie:
Enrico Ferri), per gentile concessione di Graziella Invernizzi, Assessore
alla Cultura, Istruzione, Servizi alla persona del Comune di Sannazzaro
de' Burgondi.