Ci
sono artisti che sentono intensamente il clima della propria epoca e
sono calati in profondità nel battito artistico. Si esprimono
con opere che mentre riflettono esigenze estetiche personali, si evolvono
in funzione del momento culturale e politico loro contemporaneo. Altri
artisti, ma sono forse minoranza, restano invece interamente assorbiti
dalla propria intimità culturale ed esclusivamente impegnati
nella idealizzazione di un proprio linguaggio profondamente introspettivo.
È come se volassero altissmi sugli eventi del proprio tempo,
ne sentissero l'eco, ma proseguissero imperterriti all'inseguimento
di ideali personali. I risultati del loro lavoro, talvolta, riflettono
esigenze estetiche e morali di una persistente attualità che
si consolida nel tempo. Essi spendono la propria vita proponendoci le
vere ragioni delle cose e soprattutto ci guidano al godimento della
bellezza.
A questa seconda schiera di artisti va affiancata la nostra Erminia
Barbieri.
Dico "nostra" perché nata alla fine dell'ottocento
a Sannazzaro, è stata legata al paese ed al territorio lomellino,
per tutta la sua lunghissima vita, fino alla sua scomparsa il 31 ottobre
1981. Ed è stata pittrice autentica, un'artista incrollabilmente
impegnata al raggiungimento della bellezza.
Alla pratica della pittura vera, alta, e consapevole, Erminia Barbieri
arriva relativamente tardi, attorno ai cinquant'anni, quando a Sannazzaro
approda Augusto Bucik, incontrato a Milano da Irene Pollini ed incaricato
di eseguire i ritratti dei suoi famigliari. È dunque la Signora
Irene che provoca l'incontro artistico con questo eccellente pittore
istriano, ex ufficiale, grande giramondo ed artista che domina da sovrano
una tecnica robustissima nell'uso dei colori ad olio e dei pastelli.
Bucik resterà a Sannazzaro dal 1942 al 1946 e produrrà
una serie considerevole di ottimi ritratti della borghesia lomellina
e poi paesaggi e nature morte. Soprattutto valorizzerà la consapevolezza
artistica di Erminia Barbieri il cui talento, istintivo e forte ma poco
maturo, ha prodotto fino ad allora solo prove incerte, poco convincenti
ed oggi per la massima parte perdute.
Da subito, Barbieri conferma la Natura Morta come soggetto conduttore
del proprio lavoro e Bucik le insegna a vedere analiticamente i soggetti,
poi ad aggredirli pittoricamente sulla tela ed infine a dominarli con
una tavolozza consapevole.
La vicenda artistica di Erminia Barbieri si svolge tutta nell'arco
di circa 30 anni.
Oggi, la sua produzione va letta in tre periodi successivi. Il primo
inizia dopo la partenza di Bucik quando ella inizia a firmare i dipinti
compiuti in autonomia, libera dal controllo del maestro. Sono dipinti
che "sentono" lo stile di Bucik, ma le soluzioni pittoriche
sono progressivamente autonome e personali. Il secondo periodo è
quello del completo addio ad ogni condizionamento esterno ed è
dunque la piena maturità creativa di un linguaggio ampio di colore
ed introspettivo.
Vengono poi gli ultimi sette od otto anni di vita dell'artista. Qualche
ovvio impedimento fisico per l'età, qualche difficoltà
di vista, provocano pitture tuttavia squisite per gli effetti di fluidità
cromatiche. Il colore è steso con improvvise accensioni, dove
i bianchi delle tele restano inglobati ed essenziali, con un metodo
che leggiamo come ereditato dalla migliore stagione impressionista francese.
Quanti quadri ha dipinto Barbieri? Non lo sappiamo. Né siamo consapevoli del loro reale valore artistico, secondo i codici attuali del collezionismo e del mercato. Sappiamo solo che a quasi 25 anni dalla scomparsa dell'artista, i suoi quadri sono sempre più presenti ed apprezzati in moltissime famiglie sannazzaresi. Per questo siamo grati ad Erminia Barbieri: per il patrimonio di bellezza lasciato alla nostra comunità.
PINO ZANCHIN - ottobre 2004
Selezione di opere dell'artista presentate e commentate dal pittore sannazzarese Pino Zanchin: galleria virtuale.